Pubblicazioni

Costituzione della Repubblica italiana 1948 Art. 10.3:

“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana , ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”

Report Measuring Integration of Torture Survivors through Indicators – April 2016

Ponti non muri: garantire l’accesso alla protezione nell’Unione europea”

CIR “Ending Childhood Statelessness: A Study on Italy” (2015)

ECRE, CIR E ALTRI: COMPARATIVE REPORT”Right to Justice: Quality Legal Assistance for Unaccompanied Children”

ECRE/CIR, AIDA Asylum Information Database: “Country Report Italy”

Rapporto “Access to Protection: Bridges not Walls”
AIDA Mind the Gap – Annual Report 2013/2014 ITALY

Oltre i confini – Tre anni “Together with VI.TO”

I miracoli – Abbas Khider:

Disegnato sulla falsariga dell’esperienza dell’autore in una prigione irachena e come rifugiato in Europa, I Miracoli (titolo originale: Der falsche Inder) è uno straordinario ponte tra oriente e occidente.

Sul treno diretto a Monaco, Rasul Hamid trova un voluminoso manoscritto. Leggendolo scopre che vi è narrata la sua storia… Rasul Hamid, fuggito dall’Iraq e arrivato con mille peripezie in Germania. Donne attraenti, compagni rifugiati, periodi di lavoro illegale, miracoli e molti (felici) incidenti condiscono la lettura.

Questo romanzo tragicomico, a volte perfino burlesco, è una moderna fiaba sui rifugiati. Khider è uno dei giovani scrittori più promettenti della scena tedesca.

Editrice Il Sirente

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“L’altro volto della speranza” (2017). Torna dopo “Miracolo a le Havre” il regista Aki Kaurismäki con “L’altro volto della speranza” (The Other Side Of Hope), già vincitore dell’Orso d’Argento per la Miglior Regia al Festival di Berlino. Wikström, un uomo alle soglie della pensione, lascia la moglie e decide di aprire un ristorante nella periferia di Helsinki. Nello stesso momento Khaled, giovane rifugiato siriano in fuga da Aleppo, chiede asilo politico al governo finlandese. Quando si vede negare l’accoglienza Khaled fugge e, incontrato per caso Wikström, inizia a lavorare nel ristorante come inserviente. Lì si apre un tessuto di solidarietà internazionale, che giunge fino alla lontana Lituania e si estende agli altri migranti. Tra le difficoltà, non mancano episodi di razzismo e la rigida burocrazia transanazionale. Attraverso le immagini, il regista finlandese ribadisce le proprie idee sull’Europa e sulle politiche dell’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo che arrivano dall’Asia e dall’Africa, opponendo alla visione profondamente negativa del vecchio continente, quella positiva di comunità che include, condivide e accoglie, in una società possibile. Una pellicola che non arriva casualmente nel panorama del cinema attuale ma giunge corme il coronamento di un discorso sull’ Europa unita. “In un momento in cui si parla tanto di immigrazione e rifugiati, lo sguardo sensibile e attento di Kaurismäki riesce a raccontare storie, creare suggestioni e a parlare di diritto di asilo e accoglienza. Questa la chiave essenziale per una comunicazione che getti i presupposti per una vera integrazione” dichiara Roberto Zaccaria, Presidente del CIR. Il CIR – Consiglio Italiano per i Rifugiati – accoglie con un plauso l’opera di Kaurismäki che traspone, attraverso poetiche innovative, la solidarietà come antidoto alla solitudine, l’accoglienza come principio fondante nella nostra società. L’arte e il cinema possono rivelarsi strumenti preziosi per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà che incontrano i richiedenti asilo nel percorso di accesso alla protezione e a condizioni di accoglienza e integrazione dignitose, nel rispetto dei diritti umani. Per visionare il trailer, clicca qui.

“Portami via” (2017) è un documentario dedicato ai Corridoi Umanitari autoprodotto da Marta Santamato Cosentino e da Gabriella Manfrè per Invisibile film. Portami via rappresenta l’intima fotografia ella metamorfosi nella vita di Jamal e della sua famiglia: dalle torture nelle carceri di Assad fino ad un nuovo inizio, a Torino. Un ponte di sogni, paure e aspettative affrontato in sicurezza grazie ai corridoi umanitari.

“Human Flow” (2017) è il titolo del lungometraggio diretto da Ai Weiwei e girato in ben 12 mesi da 25 troupe cinematografiche che ritrae l’attuale  condizione dei flussi migratori in 23 nazioni tra le quali Afghanistan, Bangladesh, Francia, Grecia, Germania, Iraq, Israele, Italia, Kenya, Messico, e Turchia. Human Flow lancia uno sguardo severo sulla momentanea situazione geo-politica, facendosi testimone di milioni d’individui nella loro disperata ricerca di salvezza, rifugio e giustizia. Ai Weiwei ha scelto di presentare Human Flow al Festival di Venezia.

“Sea Sorrow” (2017) è un documentario di Vanessa Redgrave che riproduce il dramma dei rifugiati che arrivano sulle coste europee da guerre e miserie d’oltremare, con uno sguardo particolare sui bambini. L’idea del documentario non è quella di distinguere destini individuali dalla massa anonima fuggita dalla Siria o dall’Afghanistan, ma esaminare la risposta dell’Europa, in particolare quella del Regno Unito.

“Io sto con la sposa” (2014) è un docufilm diretto da Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry, girato interamente in arabo. Tre registi visionari si improvvisano trafficanti e organizzano un finto matrimonio con una sposa palestinese siriana per portare altri palestinesi siriani da Milano a Stoccolma, in barba alle leggi e ai controlli alle barriere di confine. Rischiano di incorrere in 15 anni di carcere e in un mare di debiti.

“Mare Chiuso” (2012) è il film di Andrea Segre e Stefano Liberti. Si tratta un documentario in cui testimonianze dirette mettono in luce le violenze commesse dall’Italia ai danni degli oltre duemila migranti giunti sulle coste italiane fra il 2009 e il 2010. Persone indifese, innocenti e in cerca di protezione.